Caro Babbo Natale,

chi dice che solo i bambini possano scrivere letterine a Babbo Natale? E soprattutto chi dice che a 36 anni uno non possa sentirsi ancora un po’ bambino e quindi scriverti senza il pericolo di essere bollato come choosy?

Ed eccomi qui a scriverti una letterina, sperando che tu possa riceverla e che tu mi possa accontentare. Non ricordo bene le regole auree per una corretta letterina a Babbo Natale: sperando di non fare troppa confusione con le condizioni commerciali del tuo competitor #GenioDellaLampada, ti proverò a chiedere tre diversi regali!

La prima cosa che ti chiedo, caro Babbo Natale, è di darmi sempre il coraggio di guardare avanti e di non accontentarmi. Anche se non ti scrivo da un po’, saprai che nel 2009 ho fondato una startup, Arianna spa, con il sogno di illuminare il mondo partendo da delle idee che ho brevettato.

orizzonteGrazie all’innovation in innovation, al grande contributo di una multinazionale che ci ha adottato nel 2012, oltre ad un po’ di coraggio e di fortuna, siamo entrati apprezzati in un mercato complicato come quello dell’illuminazione stradale, fatto da competitor giganti e da appalti pubblici. Quest’anno abbiamo finalmente raggiunto i risultati che sono anni che sogno di raggiungere, ma d’altro canto l’azienda è cresciuta, c’è un nuovo CEO voluto dalla maggioranza dei soci e stiamo perdendo un po’ dello spirito da pirati – come diceva Steve Jobs – che ci ha permesso di puntare verso orizzonti lontani.

Spero di riuscire a mantenere lo stesso brio, lo stesso coraggio, la stessa sete di innovazione, di conquiste dei primi anni: in un mondo in cui l’accesso alle informazioni è istantaneo, chi si ferma muore. Spesso si dice che non sia più il pesce piccolo o il pesce grande a vincere, ma piuttosto il pesce più veloce. Io penso che oltre alla velocità, ci voglia progettualità, consapevolezza di dover integrarsi e cercare alleanze e anche una buona propensione al rischio. Tutte le vittorie nascono da visioni, da nuove idee, da rischi intrapresi, ma appena si raggiunge il successo, invece di creare la cultura di propensione al rischio (controllato), si preferisce assumere Risk Manager che calmierino o addirittura eliminino ogni tipo di rischio. Caro Babbo Natale, tieni sempre alimentata questa fiamma dentro di me, in azienda ma anche personalmente: non voglio accontentarmi, voglio crescere, voglio fare di più.

Il secondo regalo che ti chiedo è forse ancora un po’ più complicato. Sto avviando una nuova startup e le premesse, da manuale del giovane startupper, non sembrano le migliori.

  1. Orari di lavoro diurni e notturni e senza ferie;
  2. Due soci esattamente al 50% e quindi per ogni decisione bisognerà trovare un accordo;
  3. Nessuna esperienza diretta al riguardo: ho ricevuto e riceverò diverse consulenze da esterni, ma spesso contrastanti tra di loro.
  4. Saranno richiesti diversi apporti di capitale ma non ci saranno mai distribuzioni di utili.

Ciononostante so già che sarà un successo: la mia nuova startup è  …

Diventare papà!bebe-e-bambini

Caro Babbo Natale, vorrei tanto essere un padre presente, un marito amorevole e un punto di riferimento positivo per il mio bimbo. Dovrà bilanciare impegni di lavoro, personali e famigliari per ristabilire nuove priorità e nuovi equilibri e ancora non sono riuscito a fare nessun Excel che mi dia supporto: non è quindi che mi puoi regalare un GestioneBimbo2017.xlsx? Questo sarebbe il mio secondo regalo!

Ed eccoci quindi al terzo ed ultimo regalo che riguarda un po’ anche il mio bimbo. So che la richiesta può sembrare un po’ logora e che probabilmente

#MondoSostenibileIsTheNewPaceNelMondo,

ma vorrei veramente vivere e far vivere mio figlio in un mondo più meritocratico.

Vorrei non sentire solo storie di politici che si dimettono per episodi di corruzione, vorrei essere valutato, come persona e come azienda, in maniera oggettiva, vorrei amministrazioni pubbliche trasparenti, vorrei tempi certi e servizi uguali per tutti.

Non ti chiedo però di cambiare tutto tu, per quello ci vorrebbe un miracolo e quindi dovrei indirizzare forse la mia letterina a qualcun altro.

Vorrei “solo” che aiutassi me e tutte le persone, almeno quelli della mia età, a capire che siamo noi i fautori del cambiamento. Che creando esempi positivi, rifiutando i compromessi e le scorciatoie, fuggendo dai populismi e aprendoci alla contaminazione di altri popoli possiamo fare qualcosa di concreto, dal basso, per cambiare questo mondo, ognuno nel suo piccolo.

Come ho detto una volta in un convegno, non dobbiamo sentirci figli della crisi, ma piuttosto padri della rinascita. Vorrei che ognuno di noi lottasse, perché è meglio essere sconfitti che sopraffatti.

Per questo Natale è tutto: grazie Babbo Natale.

Alberto

PS Se poi ti dovesse avanzare una PS4, ti lascio il mio indirizzo!!!

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Ingegnere gestionale sognatore, 36 anni, ex-startupper diventato imprenditore, marito, papà di un bambino che spera possa crescere in un mondo in cui si fanno scelte più sostenibile. Innamorato della luce.

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